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Calcolosi - formazione di concrezioni solide, frequentemente a elevato contenuto in calcio o altri sali minerali, all'interno di organi cavi.
Calcolosi biliare - patologia in incremento nell'età pediatrica a causa dell'aumentato uso dell'ecografia addominale e dei cambiamenti della dieta a cui sono soggetti i bambini; non sempre si rende manifesta con la tipica colica addominale al quadrante superiore destro ma, spesso, con dolori addominali mal localizzati. Può anche essere dovuta a malattie emolitiche (sferocitosi, anemia a cellule falciformi, talassemia) che provocano un aumento della concentrazione dei sali biliari e una precipitazione al loro interno di sali minerali; questi pazienti dovrebbero essere seguiti, oltre che con le misure comuni alla patologia anemizzante, con un monitoraggio ecografico al fine di scoprire patologie a carico della colecisti. Inoltre i pazienti candidati alla splenectomia per la stessa patologia dovrebbero avere studiate le vie biliari per proporre, anche contemporaneamente, una eventuale colecistectomia. In altre situazioni la calcolosi biliare può essere dovuta ad un accumulo di colesterolo, disordine alimentare comune alla patologia litiasica degli adulti, nel qual caso è tipica delle bambine molto obese, ma può anche essere conseguente al prolungato uso della nutrizione parenterale totale (TPN) o a resezioni ileali. Anche se saltuariamente, questo tipo di calcolosi può essere reversibile, ma usualmente è necessario un intervento chirurgico di colecistectomia, eseguito con tecnica laparoscopica.
Calcolosi urinaria - accumulo di formazioni solide a contenuto minerale nell'ambito delle vie urinarie a seguito di patologie metaboliche, a nefropatie, a malformazioni delle vie urinarie. Generalmente più frequente nei maschi, presenta sintomatologia diversa a seconda della sede e dell'entità della calcolosi; al di là della colica renale (dolore al fianco e posteriore, irradiato anteriormente all'ipogastrio) ci possono essere pollachiuria (minzione frequente), disuria (minzione dolorosa), stranguria (minzione difficoltosa), spesso dolore addominale non preciso. Impone atteggiamento conservativo in caso di colica renale con una terapia sintomatica, dieta ricca in liquidi e una eventuale terapia chirurgica di asportazione delle formazioni litiasiche.
Cantrell, pentalogia di - associazione costituita da ernia diaframmatica anteriore, difetto sternale basso, difetto pericardico, cardiopatia congenita, onfalocele epigastrico, causata da un arresto dello sviluppo embriologico del setto trasverso e della parte cefalica della parete addominale.
Carcinoide appendicolare - raro, potenzialmente maligno, è comunque ancora il tumore più frequente del tratto gastroenterico in età pediatrica. Usualmente scoperto incidentalmente in seguito ad una appendicectomia, necessita generalmente di una sorveglianza dei pazienti che ne sono portatori.
Caroli, malattia di - cisti delle vie biliari di tipo 5 in cui le dilatazioni sono confinate al parenchima epatico. (vedi cisti delle vie biliari)
CCAM (Congenital Cystic Adenomatoid Malformation) - vedi Malformazione adenomatoide cistica del polmone.
CHARGE - acronimo in lingua inglese che definisce l'associazione di colobomata (coloboma), heart disease (cardiopatia), choanal atresia (atresia delle coane), mental retardation (ritardo mentale), genital hypoplasia (ipoplasia genitale), ear anomalies with deafness (anomalie delle orecchie con sordità).
Cheloide - formazione cicatriziale marcatamente rilevata e deturpante rispetto ai tessuti circostanti, generalmente risultato di un processo infiammatorio importante a livello di una ferita o di una spiccata reattività dei tessuti locali. Pone problemi di natura estetica.
Child abuse - la cosiddetta sindrome da violenza sul bambino, negli USA costituisce la maggior parte dei decessi fra i 6 e i 12 mesi. Una sua forma particolare detta "shaken baby syndrome" è caratterizzata da ematomi subdurali, trauma cranico e traumi contusivi ed è responsabile di molti decessi all'anno.
Chilo - liquido risultante dalla commistione della linfa con chilomicroni, particelle grassose derivanti dalla quota di grassi della dieta; a cusa di questa composizione presenta aspetto lattescente. Nel neonato che deve ancora alimentarsi si presenta con colore chiaro per la preponderanza dei linfociti, mentre cambia aspetto dopo l'alimentazione.
Chilotorace - accumulo di chilo nello spazio pleurico a causa di una lesione del dotto toracico, nel neonato tipicamente da malformazione congenita o trauma da parto ("chilotorace spontaneo"). E' stato anche descritto in seguito a lesioni occupanti spazio in mediastino, a seguito di peritonite o traumi toracici, e successivamente a interventi a livello toracico o a cateterizzazioni venose centrali per via percutanea. La diagnosi viene fatta una volta drenato il torace e analizzato il liquido; quindi è necessario applicare una dieta con trigliceridi a catena media o digiuno con drenaggio toracico e nutrizione parenterale totale per far si che il flusso all'interno del dotto toracico o dei vasi linfatici che sono stati lesi si arresti e si possa verificare la guarigione. Raramente è indicato un intervento chirurgico.
Chordee - formazione fibrosa retraente a livello della parte inferiore del pene responsabile del suo incurvamento in caso di ipospadia o di forme minori di essa. E' l'esito dello scarso sviluppo della parte ventrale del pene che si verifica in caso di ipospadia.
Cicatrice ipertrofica - cicatrice ancora in fase di sviluppo, generalmente arrossata e rilevata rispetto ai tessuti circostanti, a causa dell'attività dei fibroblasti (cellule che producono il tessuto fibroso); pone problemi di natura estetica e risponde generalmente a terapia medica.
Cirrosi epatica - processo di degenerazione del fegato iniziato generalmente con una trasformazione grassosa e successivamente fibrosa, che porta al sovvertimento progressivo dell'organo nella sua anatomia e nella sua funzionalità, con insufficenza epatica. In età pediatrica può essere dovuta a malattie metaboliche congenite o a malformazioni come l'atresia delle vie biliari. Nelle sue forme estreme, non più curabili con terapia medica o presidi farmacologici, impone il trapianto di fegato.
Cisti - neoformazione costituita da una parete generalmente fibrosa e un contenuto che può essere vario, solido o liquido.
Cisti delle vie biliari -
malformazione delle vie biliari, più frequente nella popolazine
giapponese e nelle femmine, classificabile i 5 tipi a seconda
dell'entità e della sua localizzazione sull'albero biliare:
- tipo 1° dilatazione cistica del dotto biliare comune (la forma più comune)
- tipo 2° diverticolo del coledoco
- tipo 3° coledococele (dilatazione intramurale del coledoco nella parete duodenale)
- tipo 4° dilatazione della via biliare principale con estensione all'interno
del paenchima epatico
- tipo 5° dilatazione delle vie biliari esclusivamente intraepatiche (malattia
di Caroli).
La teoria più accreditata è basata sull'esistenza in quasi tutti questi pazienti
di un canale bilio-pancreatico comune prima dello sbocco in duodeno che favorirebbe
il reflusso di enzimi pancreatici nell'albero biliare. La sua incidenza è in
aumento con l'avvento dell'Ecografia addominale e impone un trattamento chirurgico.
Cisti branchiale - vedi Cisti e Fistole del collo
Cisti broncogena - è il risultato dello sviluppo di un piccolo gruppo di cellule che crescono in modo indipendente durante il processo di formazione dell'albero bronchiale, e può essere situata centralmente o in periferia. Solitarie e asintomatiche, raramente in comunicazione con l'albero bronchiale, usualmente vengono scoperte casualmente a seguito di una superinfezione locale con febbre e emottisi. Necessita di asportazione chirurgica.
Cisti da Echinococco - attualmente molto rara, è il risultato dell'infestazione dell'organismo umano da parte dell'Echinococco, derivata generalmente dal contatto con materiale inquinato dalle feci degli ovini, e quindi ha distribuzione regionale. La localizzazione più frequente è il lobo destro del fegato e ha andamento ingravescente a causa della sua espansione e delle cisti figlie che si possono generare alla sua superfice esterna (Echinococco multiloculare), dando sintomi legati alla massa e all'occupazione di spazio. Necessita di asportazione chirurgica, e può essere trattata anche con iniezione di agenti chimici atti a sterilizzarne il contenuto che potrebbe dare disseminazione di tipo metastatico. Può avere localizzazione in altri organi, fra cui milza e polmone.
Cisti del funicolo - una pervietà parziale del dotto peritoneo-vaginale limitata al suo tratto intermedio, è mobile, non riducibile, priva di rapporti con il testicolo e talvolta può scomparire e riformarsi. Una formazione simile nel sesso femminile si definisce cisti di Nuck (vedi Day Surgery).
Cisti dermoide - congenita, sottocutanea, è costituita da un sequestro di tessuti pilosebacei durante lo svlippo della cute.
Cisti e fistole del collo - sono il risultato di anomalie dello sviluppo degli archi branchiali (4 paia bilateralmente) che nell'embrione di 4 - 8 settimane sono predisposti alla formazione dell'area cervicofaciale laterale. Una loro incompleta chiusura genera formazioni cistiche o fistole che si approfondiscono dalla cute della regione laterale del collo, a varia altezza a seconda della loro origine, fino alla regione dell'orecchio interno, del faringe o della tiroide. Necessitano di terapia chirurgica a causa dei sintomi legati alla presenza della massa o delle superinfezioni che vi si possono generare e che sono responsabili di ascessi della regione del collo.Cisti epatica - le cisti solitarie congenite, non parassitarie del fegato sono estremamente rare in età pediatrica e usualmente sono reperti occasionali. Pongono problemi chirurgici quando di grosse dimensioni, a seguito di superinfezioni o in prossimità di grossi vasi o dell'albero biliare.
Cisti mediana del collo - formazione cistica situata generalmente nella porzione mediana del collo, anteriormente all'osso joide, residuo dello sviluppo della ghiandola tiroide; nell'embrione questa nasce alla base della lingua e compie un percorso a scendere, fino al giugulo dove si situa definitivamente. Detta anche residuo del dotto tireo-glosso.
Cisti ovarica - con l'avvento dell'ecografia è una diagnosi che si presenta sempre più frequentemente, fin dal periodo della gravidanza, epoca in cui è causata dalle gonadotropine fetali e da quella materne. Generalmente questo tipo di cisti si risolve spontaneamente durante i primi mesi di vita, altrimenti è necessaria una esplorazione chirurgica. In epoche successive una cisti ovarica viene generalmente diagnosticata a seguito della comparsa di una massa addominale e dei sintomi che ne conseguono relativi alla compressione; nelle forme benigne è quasi sempre una cisti follicolare, legata agli stimoli orminali della pubertà, e nelle forme maligne è più spesso un teratoma.
Cisti polmonare - nella sua forma periferica è il risultato di un alterato sviluppo fra la 6° e la 16° settimana di gestazione, quando isolata può essere responsabile di pneumotorace spontaneo e quando multipla può dare compressione del parenchima polmonare circostante con sintomatologia respiratoria importante. Pone problemi di diagnosi differenziale con la malformazione adenomatoide cistica polmonare e con l'ernia diaframmatica, e necessita di terapia chirurgica adatta che quasi sempre coincide con una lobectomia.
Claude - Bernard - Horner, sindrome di - miosi (rimpicciolimento della pupilla), enoftalmo (infossamento del bulbo oculare) e ptosi palpebrale (chiusura parziale della rima palpebrale) dello stesso occhio causati dalla presenza di una massa occupante spazio, spesso tumorale, a livello della cupola polmonare dello stesso lato della lesione che comprime le terminazioni nervose destinate all'occhio.
Cloaca, persistenza della - vedi malformazione anorettale.
link a patologie
Colecistite - infiammazione della colecisti, generalmente dovuta alla presenza di calcoli al suo interno che può arrivare fino alla suppurazione (empiema della colecisti) e/o alla perforazione; necessita di intervento chirurgico di asportazione della colecisti (colecistectomia) che abitualmente viene eseguito mediante laparoscopia. (vedi anche calcolosi delle vie biliari)
Colecistite acalcolosa - quando non è dovuta alla presenza di calcoli il processo infiammatorio descritto precedentemente viene definito "acalcholous cholecistitis" e rappresenta ragionevolmente l'evoluzione di un idrope della colecisti su cui si è verificata una superinfezione. Come nel caso precedente è necessario un intervento di colecistectomia.
Colelitiasi - presenza di calcoli all'interno delle vie biliari. (vedi calcolosi delle vie biliari)
Coledocolitiasi - presenza di calcoli all'interno del coledoco. (vedi calcolosi delle vie biliari)
Coledococele - dilatazione congenita del coledoco che si estrinseca nello spessore del duodeno (vedi cisti delle vie biliari).
Coleperitoneo - stravaso di bile nel cavo addominale da lesione del fegato o delle vie biliari.
Colite - processo infiammatorio a carico del colon, può avere origine varia (ad es. infettiva) e caratteristiche differenti a seconda della causa (ad es. in caso di colite ulcerosa).
Colite ulcerosa - vedi rettocolite ulcerosa.
Colon - ultimo tratto del tubo digerente, dalla valvola ileo-cecale all'ano, preposto all'assorbimento di liquidi e alla concentrazione del materiale fecale. Dispone di pochi movimenti peristaltici nell'arco della giornata.
Corioncarcinoma - tumore a cellule germinali a partenza dalla placenta (nella forma gravidica) o dai tessuti extraplacentari (forma non gravidica).
Corpo estraneo - materiale estraneo alle caratteristiche del corpo umano che viene introdotto per via naturale (vedi ingestione di corpo estraneo o inalazione di corpo estraneo) o che penetra nel sottocute a causa di ferite.Cowper, ghiandola di - omologa della ghiandola del Bartolini nella femmina, è situata in prossimità dell'uretra maschile e può dare problemi ostruttivi a quest'ultima quando il dotto escretore si occluda. In questo caso nota anche col nome di Siringocele, risponde a terapie endoscopiche opportune.
Craniostenosi - precoce saldatura delle suture craniche nel lattante che non consente la normale espansione cerebrale e necessita di intervento chirurgico.
Criptorchidismo - letteralmente significa "testicolo nascosto"; malattia del testicolo che comporta un suo scarso sviluppo e una posizione diversa da quella scrotale, inquadrabile anche in sindrome disgenetiche e malformative. Necessita di intervento chirurgico di orchidopessi, usualmente in epoca prescolare.
Crohn, morbo di - malattia infiammatoria cronica dell'intestino descritta inizialmente nel 1932 da Crohn, Ginzburg e Oppenheimer col nome di Ileite Regionale, è tipica del giovane adulto ma recentemente si sta diagnosticando con frequenza sempre maggiore anche nei bambini. Presenta una sede caratteristica nell'ultima ansa ileale ma può verificarsi a qualsiasi livello del tubo digerente, dalla bocca all'ano. La causa è sconosciuta, anche se si ipotizza analoga a quella della rettocolite ulcerosa; presenta lesioni caratteristiche costituite da granulomi infiammatori che si approfondiscono nello spessore della parete intestinale, potendo estendere il processo anche ai tessuti vicini con la formazione di ascessi o fistole. E' caratterizzata da perdita di peso a volte importante, dolore addominale, diarrea, febbre e può accompagnarsi a manifestazioni extraintestinali quali artriti. Viene diagnosticata mediante indagini endoscopiche e strumentali, e risponde a terapie mediche e dietetiche specifiche. Più raramente, in caso di fallimento delle terapie anzidette, necessita di terapia chirurgica adatta. (vedi anche endoscopia digestiva)
Cronkhite - Canada, sindrome di - costituita da polipi amartomatosi multipli dello stomaco, del piccolo intestino e del colon, simili a quelli infiammatori, associati a atrofia delle unghie, alopecia, iperpigmentazione cutanea e ipoproteinemia. Descritta solo occasionalmente nei bambini, pone problemi di disidratazione grave. (vedi anche poliposi)
Currarino, triade di - rara associazione data da malformazione anorettale, teratoma sacro-coccigeo e mielomeningocele.
Cushing, morbo di - ipercortisolismo, aumento del tasso di corticosteroidi da somministrzione esogena (la causa più frequente), o da iperproduzione endogena. Presenta aspetto caratteristico e risponde a opportune terapie mediche o, eventualmente, chirurgiche per l'asportazione della causa dell'iperproduzione cortisonica.