Questa pagina raccoglie alcune
informazioni sull'anestesia pediatrica.
Tutto quanto vi è riportato si riferisce a quanto viene svolto esclusivamente
presso la sede della Chirurgia Pediatrica di Treviso.
Lo staff di anestesia pediatrica
Il gruppo di anestesisti che opera nel settore della chirurgia pediatrica è composto da specialisti con esperienza nel campo dell’anestesia neonatale e pediatrica. L’anestesista che lavora nell’ambito di questa disciplina deve avere conoscenze specifiche sulla diversa anatomia e fisiologia del bambino e sulla risposta agli anestetici del piccolo paziente, e considerare capacità di approccio adatte ad una utenza così particolare.
I Componenti sono tutti appartenenti al 1° Servizio del Dipartimento di Anestesia Rianimazione e Terapia Antalgica del Presidio Ospedaliero di Treviso ASL 9:
• Dott. Belluco Anna Valeria
• Dott. Cattai Giovanni Battista
• Dott. Croce Ernesta
• Dott. D’Anteo Marilena
• Dott. Farnia Antonio
• Dott. Pavan Sandro
• Dott. Pellizzari Pietro
• Dott. Presotto Sandro
• Dott. Ruggirello Alfio
Day Hospital Pediatrico (Accettazione)
Nella mattinata dedicata alla valutazione preoperatoria il bambino viene visitato da un anestesista che valuta le condizioni cliniche attuali e segnala in cartella eventuali problemi da rivalutare la mattina dell’intervento. L’anestesista, inoltre, effettua un colloquio con il bambino e i genitori per ricostruire la storia del piccolo paziente e della famiglia; ciò viene fatto con particolare attenzione alle problematiche anestesiologiche per le eventuali possibili difficoltà o la necessità di condotte individualizzate. (vedi Day Surgery)
Il giorno dell’intervento
Il giorno dell’intervento il bambino
accompagnato dai genitori si presenta in reparto a digiuno,
secondo le indicazioni ricevute al momento della prima visita
che possono variare con l’età
del bambino.
E’ noto che tenere un bambino affamato può
essere un disagio notevole, per il bambino stesso, per la famiglia
e per il personale infermieristico che lo deve accudire.
Le indicazioni sul digiuno sono, però, presidi fondamentali
atti a garantire sicurezza al momento dell’induzione
dell’anestesia, e sono avvalorate da moltissime pubblicazioni
scientifiche su cui c’è
un accordo unanime da parte delle Organizzazioni Scientifiche.
L’astensione dai cibi solidi (latte o alimenti) varia
in relazione all’età e segue uno schema preciso,
mentre per i liquidi chiari non gasati come acqua, camomilla
o tè, c’è un comune consenso sulla loro
assunzione fino a circa due ore dall’intervento.
Al momento del ricovero per l’intervento è utile
segnalare eventuali novità
sullo stato di salute del bambino, con particolare attenzione
ad episodi recenti o in fase acuta di malattie febbrili o respiratorie.
Questo è un problema particolarmente importante per
quanto riguarda l’anestesia. Infatti la presenza di malattie
del tratto respiratorio in fase acuta, di cui non è possibile
prevedere l’evoluzione nei giorni seguenti, pone il bambino
in una situazione di riduzione delle difese e a rischio di
complicazioni respiratorie maggiori.
Particolari valutazioni e scelte operative sono effettuate inoltre in quei bambini che soffrono di malattie respiratorie ripetute, sostenute da ipertrofia adenoidea e tonsillare, per cui l’intervento potrebbe risultare risolutivo nel migliorare o nel ridurre l’entità, la gravità e la frequenza di tali manifestazioni.
Al termine dell’intervento chirurgico
l’anestesista provvederà ad avviare la fase di
risveglio dall’anestesia, terminando l’erogazione
di farmaci utilizzati durante il mantenimento.
Il risveglio dall’anestesia è un momento delicato
che ha dei tempi variabili in relazione all’età
del bambino, al tipo di intervento e alla durata dell’intervento
stesso, e che consiste nel riportare il piccolo a una condizione
di sonno e di respiro spontaneo sicuri.
L’anestesista controllerà e tratterrà
il bambino in sala operatoria e quindi in presala finché le
condizioni del piccolo paziente non permetteranno l’uscita
dal settore operatorio e potrà
essere riaffidato all’infermiere di reparto e ai genitori.
Ciò non significa che il bambino uscirà
sveglio dalla sala operatoria, anzi spesso sarà
addormentato o non facilmente risvegliabile, ma questa
è una condizione frequentemente desiderata, legata alla
somministrazione di farmaci analgesici (che controllano il
dolore) di lunga durata e ipnotici (che inducono il sonno)
per permettere l’uscita di un paziente tranquillo, poco
sofferente e possibilmente con amnesia (mancato ricordo dell’esperienza
vissuta).
Talvolta, può capitare che il
bambino esca dalla sala operatoria agitato o con un aspetto
sofferente, fenomeno spesso dovuto ai farmaci usati o al mancato
ricordo dell’accaduto, ma sarà comunque in condizione
di uscire in situazione di sicurezza e con un buon controllo
del dolore.
L’infermiere di reparto ha comunque indicazioni sulla
terapia nell’immediato postoperatorio e nella notte successiva
all’intervento.
L’anestesista passerà al termine della seduta
operatoria o più tardi per valutare le condizioni del
bambino e per apportare eventuali variazioni terapeutiche.
Per la stesura di questa pagina si ringrazia il dott. A. Farnia, specialista in Anestesia e Rianimazione, Dirigente Medico presso il Servizio di Anestesia e Rianimazione, Ospedale Regionale di Treviso.