Riportiamo di seguito la definizione
di "CHIRURGIA"
secondo la stesura dell'AMA (American Medical Association):
"Il trattamento di malattie, traumi o altre affezioni mediante l'intervento
fisico diretto, usualmente mediante strumenti. Comporta il taglio della cute
o di altri organi per ottenere uno dei seguenti scopi:
1. Compiere accertamente ulteriori per formulare una diagnosi.
2. Ottenere una biopsia di una massa sospetta.
3. Rimuovere tessuti o organi ammalati.
4. Correggere un'ostruzione.
5. Riposizionare strutture nella loro posizione corretta.
6. Correggere vie di deflusso.
7. Trapiantare tessuti o organi in toto.
8. Impiantare dispositivi elettronici o meccanici.
9. Migliorare l'apparenza fisica".
www.chop.edu/consumer/your_child/
condition_section_index.jsp?id=-8999
ENDOSCOPIA
DIGESTIVA
Esofagogastroduodenoscopie (EGDS) e Colonscopie
vengono eseguite su bambini delle più varie età,
a volte fin dal periodo neonatale, con tecniche e strumenti che
si differenziano in modo sostanziale dagli equivalenti degli adulti.
Gli endoscopi pediatrici hanno un calibro ridotto, arrivando fino
ai 5 mm dei gastroscopi da neonati, e maggior mobilità,
pur permettendo manovre diagnostiche e terapeutiche analoghe a
quelle effettuabili con gli strumenti di maggior diametro.
Esistono endoscopi dell'ultima generazione (videoendoscopi) che
permettono una visione ampia e comoda su un video e che consentono
di registrare foto e filmati.
L'endoscopia digestiva si divide in:
· Endoscopia diagnostica:
gastroscopia e colonscopia consentono di effettuare una ricognizione
del tratto digestivo superiore fino al digiuno, e inferiore lungo
tutto il colon fino all'ileo terminale compreso (ileoscopia), documentando
lo stato macroscopico del tubo digerente e della sua mucosa, la
sua transitabilità e permettendo di effettuare biopsie della
mucosa per diagnosi istologiche.
· Endoscopia terapeutica:
consente di eseguire diverse manovre operatorie, dall'asportazione
di polipi (polipectomia endoscopica) al posizionamento di fili
guida e dilatazione di stenosi, eventualmente con posizionamento
di tutori esofagei, dal sondaggio delle vie biliari con eventuale
rimozione di calcoli (colangiopancreatografia perendoscopica retrograda
o ERCP) alla sclerosi o legatura di varici esofagee, dal posizionamento
di sonde per alimentazione attraverso la parete gastrica (PEG o
PEJ) o del colon (PEC) per la pulizia intestinale nei pazienti
incontinenti, alla rimozione di corpi estranei in esofago o stomaco.
In questo modo possono essere diagnosticate e trattate moltissime
patologie del tratto gastroenterico minimizzando i traumi per il
bambino e riducendo l'impatto chirurgico.
Come in quasi tutte le pratiche operatorie effettuate sui bambini,
in alternativa all'anestesia generale si può
usare una sedazione e/o analgesia che permette di eliminare completamente
lo stress del piccolo paziente ed effettuare un esame in tranquillità.
Le patologie gastroenterologiche
dell'età pediatrica in cui l'endoscopia, sia diagnostica
che operativa, riveste un ruolo insostituibile sono molte:
1. Malattie dell'esofago
· esofagite da reflusso gastro-esofageo
· ingestione di caustici
· esofagite di natura medica
· stenosi esofagee, congenite o acquisite da ingestioni di caustici, da
intervento per atresia esofagea o da reflusso gastro-esofageo
· arresto di corpi estranei (alimentari, monete, altri)
· diverticoli esofagei
· varici esofagee da ipertensione portale
2. Malattie dello stomaco:
· infezione da Helicobacer Pylori
· ulcera peptica
· gastrite
· ingestione di caustici
· morbo di Crohn
· arresto di corpi estranei
· poliposi
· malattia di Zollinger-Ellison
3. Malattie del duodeno - digiuno:
· celiachia
· ulcera duodenale
· colestasi
· poliposi
· morbo di Crohn
4. Malattie del retto - colon
· Rettocolite ulcerosa
· Morbo di Crohn
· colite infettiva e transitoria
· coliti autoimmunitarie
· poliposi
· stipsi - incontinenza
5. Malattie dell'ileo terminale
Morbo di Croh
La chirurgia laparoscopica (dal greco
laparos: addome, e scopeo: guardo) non è un diverso tipo
di chirurgia ma un modo differente di effettuare interventi che
altrimenti avrebbero bisogno di un'apertura franca della parete
addominale. Viene eseguita con accessi di pochi millimetri di
diametro che minimizzano il trauma diretto della parete e permettono
ugualmente di effettuare manovre operatorie nel cavo addominale
mediante l'introduzione di una telecamera e strumenti appositi.
In particolare la magnificazione dei particolari permessa dalla
telecamera consente di avere una visione molto dettagliata e
di spingersi in punti ove l'occhio dell'operatore avrebbe difficoltà.
Molte tecniche sono state convertite, o stanno per esserlo, nelle
equivalenti laparoscopiche, e i vantaggi possono essere così riassunti:
ridotto dolore postoperatorio, ritorno alla funzione intestinale
in tempi più rapidi, riduzione del periodo di ricovero in
ospedale e migliore aspetto cosmetico del paziente.